Tracce di Riflessioni: Malamentia in Parole

Partecipi involontari di un progetto non nostro…

Vuoti gusci in balia della corrente…

Impassibili e impotenti pedine di una scacchiera.

Rabbia…dolce melanconico piacere…

Lacrime versaste per mondare peccati e atrocità che non ci appartengono tingono ogni cosa del loro colore acceso…

Sangue, non più lacrime, gli occhi piangono.

Rabbia…dolce melanconico appagamento…

Purezza ormai perduta…Candore violentato e deturpato…Flebile luce in un’ impenetrabile oscurità

Rabbia…dolce melanconico piacere…

Bene e male si fondono e confondono.Nuovi re ascendono al trono…Depravazione, Ignoranza, Superbia…questi i loro nomi.Un’ altra vittima mietuta, un’ altra anima caduta sotto la lama di chi si proclama Verità

Rabbia…dolce melanconico appagamento…

Un ultimo velo ancora preserva le menti additate come malate da chi è veramente affetto da morbo, additate come dannose da chi è danno infinito.

Rabbia…dolce melanconica catarsi…

 ROBERTO Iannello

MARE CALMO

Mare Calmo sopra terre

Mare Calmo sopra niente

Potenza infinita con aspetto mite

Tempesta continua in un tempo infinito

Voglio restare sopra di te

Voglio annegare dentro di te

Voglio esser pieno di te

Voglio perder bussola e senso Ritorno in me e nella limpida notte, vedo il riflesso…

Il riflesso di luna su notte di sballo

Mare calmo in limpido sogno.

GIUSEPPE Genduso

SOLITARIO SORRISO

Albeggiava ricoperto da una stuoia dorata di polvere

quel cristallo di cenenre che era il cuore dolente e assetato

Proteggeva con l’ aura il respiro

che di ansia sapeva cullarsi,

scalpitando con fluido tumulto

quando agl’ occhi appariva il suo viso.

Solitario sorriso d’ oceano

pur stellato da gocce d’ eterno

candeggiava quel grigio ventaglio

che d’ orgoglio truccava lo sguardo.

Tra il fragore di vecchie nottate,

nei trambusti di suoni ed occhiate

con il corpo assonnato e la mente dormiente

quel bel sogno svaniva nel pianto.

BARBARA Ippolito

ALI DI BRACE

Si offusca il miraggio di corpi lontani, involucri ora vuoti sgretolati dal vento,  mentre divampa ormai in petto il delirio supremo sospinto da morbide ali di brace che fendono l’ aria ed infiammano nubi per il volo maestoso dell’ uomo oltre sé.

 Una nuova esistenza ci appare fugace, inebriando la mente con pulsioni già note ma che appaion sublimi sotto questi occhi nuovi, men capaci a vedere ma più attenti a osservare.

Miste al sibilo del vento che carezza e ferisce, mille suoni, mille voci, sinfonie mai compiute presto imopresse in memoria, che le vaglia, scompone, per poi cederle al cuore che le muta in silenzio.

Un silenzio precario, interrotto d’ un tratto da lamenti, sospiri doloranti e tremanti che con dita di ghiaccio gelano anima e corpo, soffocando quel fuoco che si tramutò in ali.

Si precipita allora verso lande deserte, tra macerie e carcasse di una vita in rovina, tra quei corpi lontani che son nostri di nuovo, ricomposti da quel vento che li aveva distrutti solo per farci gustare sensazioni e sapori che forgiassero speme e allietassero il vivere.

ROBERTO Iannello

DOLOROSO SOGNARE

Mura pulsanti comprimono i pensieri,

vecchi concetti divenuti ormai meri,

distorti, effimeri come ricordi del ieri…

…Agonizzanti sospiri di un uomo che eri.

Pareti pulsanti di carni incolori

iniettano linfa, odori, unori

in un corpo dimentico di troppi sapori…

…Si fan per un attimo più lievi i dolori.

Dolori che lesti riaffiorano al cuore,

palesando incertezze e paure mai sole.

Dolori che lesti attanagliano il cuore,

oscurando certezze con le ombre più nere.

Pietra su pietra si innalzano i muri,

ricoperti d’aculei pronti solo a straziare,

eretti a barriera dei colpi più duri

ma che rendono ’sì doloroso sognare…

ROBERTO Iannello